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Felice Levini - ITALIA X INCOGNITA

Data:

29/10/2019


Felice Levini - ITALIA X INCOGNITA

Tavola rotonda e mostra a cura di Zerynthia. 

In occasione del XIX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.  

"L’italiano sul palcoscenico” è il tema scelto quest’anno per la XIX Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dal 21 al 27 ottobre, in cui Ambasciate, Consolati e Istituti di cultura organizzeranno eventi e manifestazioni per promuovere l’italiano in tutto il mondo.

In quanti modi possiamo coniugare questo argomento! Cercheremo in questa settimana di indicare solo alcune possibilità di come la lingua italiana e il palcoscenico sono un binomio inscindibile e affascinante.

  • 17 ottobre: Un palco all’Opera
  • 21 ottobre: Un Nobel sul palcoscenico
  • 22 ottobre: il palcoscenico della Storia
  • 24 ottobre: Le mille vite di un capolavoro
  • 29 ottobre: Le parole dell’Arte

 

Ore 17: 00  Tavola rotonda - L’italiano, la lingua delle arti.  

In occasione della mostra dell’artista Felice Levini, l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen in collaborazione con Zerynthia Associazione per l’Arte Contemporanea OdV, presenta la tavola rotonda L’italiano la lingua delle arti.

Intervengono: Raffaello Barbieri (Direttore IIC Copenaghen), Felice Levini (artista), Lorenzo Benedetti (Chief Curator Museo di A.C. St. Gallen, Svizzera), Riccardo Giagni (compositore e musicologo), Holger Reenberg (Direttore HEART Herning Museum of Contemporary Art, Herning, Danimarca), Lars Kærulf Møller (Direttore Bornholms Kunstmuseum, Gudhjem, Danimarca).

Il patrimonio culturale è riconosciuto come veicolo di identità culturale e le arti rappresentano in modo eccelso la cultura italiana anche all’estero.
Che cos'è l'italianità? L’identità di una nazione può essere analizzata attraverso associazioni sensoriali e razionali. Se in quelle razionali rientrano il linguaggio e la storia, in quelle sensoriali ritroviamo l’arte, la letteratura, il teatro e la musica.
Nella storia dell’arte, i pittori italiani hanno fatto scuola “plasmando” il paesaggio, estraendone alcune sequenze identitarie. È attraverso l’italiano che si afferma il significato moderno di termini come prospettiva, architetto o artista in tutta Europa. Perfino il termine design deriva dalla parola italiana disegno. Per secoli la lingua parlata è appartenuta ai dialetti locali; sono stati i grandi autori del passato (partendo da Dante e Petrarca) che hanno imposto progressivamente l’idea della lingua che poi divenne la norma. La lingua italiana iniziò ad avere successo per i testi cantati nel melodramma nel Settecento: cantanti, musicisti e compositori venivano contesi nelle più importanti corti europee tanto che i musicisti degli altri paesi dovettero adattarsi seguendo le impostazioni tipiche dell’Opera, spesso in lingua italiana. Tuttora l’italiano è la lingua della musica per eccellenza (concerto, maestro, sinfonia, andante, adagio, allegro, …).
Anche nel teatro, l’Italia sia nel passato che nel presente ricopre un ruolo da protagonista che affonda le sue radici nel teatro greco e romano.
L’intervento di Lars Kærulf Møller pone l’attenzione sulla storia degli Impressionisti Danesi che dal 1883 al 1915 si erano insediati a Civita d’Antino in Abruzzo, mentre il museo diretto da Holger Reenberg, detiene la più grande collezione pubblica dell’artista italiano Piero Manzoni.

La tavola rotonda verrà trasmessa su RAM LIVE - live.radioartemobile.it - la web radio di RAM radioartemobile


Ore 18:00 – Inaugurazione mostra

FELICE LEVINI

“ITALIA X INCOGNITA”

L’arte è illusione ma, in questa illusione non si vuole ingannare lo spettatore, piuttosto portarlo a vedere e pensare le cose sotto altri punti di vista, altri orizzonti. L’artista è sempre inventore della realtà e, quindi, di nuove prospettive. Felice Levini
La mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen prende spunto da un’opera/performance del 1991 dal titolo italia x incognita composta dalla bandiera italiana presieduta da due veri carabinieri in alta uniforme. La performance nasceva come un appunto ad un modo di essere “Pinocchio” del popolo italiano. L’opera è accompagnata da una ventina di disegni, diario dell’immaginario dell’artista.
A completare il percorso dell’esposizione, l’installazione Le tigri vanno dappertutto ma non sono da nessuna parte che esprime un mondo dominato dall’incertezza, mentre la storia, la verità, le grandi idee sono visioni del passato. L’artista crea così un enigma, uno spiazzamento che fa fare al nostro immaginario un viaggio, senza essere vincolati a convenzioni e convinzioni.
Come scrive Achille Bonito Oliva l’opera di Felice Levini invita ad entrare nella normalità estraniante del reale, ad approfondire tale condizione ed a guardarla sempre più ad occhi aperti. […] L’artista attinge all’universo del quotidiano, fatto di piccole presenze che non hanno il carattere eroico ed irripetibile dell’universo mitologico. Eppure le immagini acquistano il senso estraniante di una condizione particolare ed eccentrica.
La mostra si collega alla tematica della tavola rotonda L’italiano, la lingua delle arti.

Felice Levini nasce a Roma nel 1956 dove vive e lavora.
La sua prima presenza a Roma risale al 1978 nello spazio autogestito Sant’Agata de' Goti e al Palazzo delle Esposizioni. L’anno seguente segue un’importante personale allo Studio Cannaviello di Milano. Nel 1980 nasce Ika cosiddetta formazione dei Nuovi-nuovi sotto l'egida del critico Renato Barilli. Con la mostra presso la Galleria La Salita di Roma, nel 1981, Levini radicalizza il proprio lavoro aggiungendo l'elemento ironico che da lì in poi caratterizzerà le sue opere. Il 1985 segna la partecipazione dell'artista alla mostra Anniottanta tenutasi a Bologna presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna.
Tra le personali da ricordare: la mostra alla Galleria Pieroni di Roma e alla Galleria Massimo Minini di Brescia.
Tra le collettive: Italiana: la nuova immagine, 1980, presso la Loggetta Lombardesca di Ravenna e la rassegna Dieci anni dopo: I Nuovi-nuovi, Galleria Comunale d'Arte Moderna, Bologna. Nello stesso anno Levini è presente alla XII Biennale des Jeunes, a Parigi e alla mostra Una generazione post-moderna presso il Teatro Falcone di Genova.
Nel 1984 espone al Castello di Volpaia a Radda in Chianti e due anni dopo alla rassegna itinerante Italiana: 1950-1986 a Zaragoza, Valencia e Madrid. Nel 1988 è invitato alla XLIII Biennale di Venezia/Aperto 88.
Nel 1991 espone al XXXIV Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 1993 è di nuovo presente alla XLV Biennale di Venezia/ La coesistenza dell’arte, nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma. Nel 1998 partecipa a Solstizio d’Estate 3 a Serre di Rapolano (SI) e a Sarajevo 2000 al Palais Liechtenstein di Vienna.
Nel 2002 la personale Meridiano celeste (Azione a distanza) all’Acquario Romano e nel 2004 quella dal titolo Non c’è alla Fondazione Volume! nonchè la partecipazione a Cabinet des dessins al Musée d’Art Moderne di St. Etienne. L’anno dopo è presente all’Esposizione Universale Aichi, in Giappone.
Nel 2008 al Mediations Biennial Poznán e nel 2011 nella mostra Compagni di viaggio alla Galerija Mestna di Ljubljana.
Nel 2013 partecipa a Anni Settanta a Roma, Palazzo delle Esposizioni e a Camere XIX presso RAM radioartemobile, Roma.
Tra le sue personali più recenti vanno ricordate quelle alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (2013), a Zagabria in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura (2015) e all’Auditorium Parco della Musica di Roma (2016).
Partecipa alle mostre A tutto tondo- Sentieri Contemporanei ad Alghero (2017), alla Biblioteca di Tutti nella Biblioteca dell’Università di Sassari (2018) e al Parkview Museum Beijing e Singapore (2019).

Informazioni

Data: Mar 29 Ott 2019

Orario: Dalle 17:00 alle 19:00

In collaborazione con : Zerynthia Associazione Per L'Arte Contemporanea

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura, Gjørlingsvej 11, 2900 Hellerup

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