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Giornata della Memoria 2021

Data:

27/01/2021


Giornata della Memoria 2021

TESTIMONI DEI TESTIMONI 2021

Per la Giornata della Memoria 2021, Studio Azzurro Produzioni ha realizzato per la Farnesina la versione documentario del progetto "Testimoni dei testimoni", che riprende l'esperienza della mostra realizzata al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2019.

Il video-documentario verrà presentato attraverso i canali social della rete degli Istituti Italiani di Cultura il 27 gennaio 2021, in occasione dell'anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz nel 1945.

"Testimoni dei testimoni" è un progetto nato dalla volontà del Comune di Roma e dall’idea di alcuni studenti in seguito al Viaggio della Memoria ad Auschwitz, poi ripetuto l’esperienza insieme agli stessi testimoni sopravvissuti, per raccontare "quello che è stato". Generazione Testimoni è il nome scelto da questo gruppo di giovani motivati, che, al momento dell’incontro con Studio Azzurro, hanno ipotizzato un percorso esperienziale da proporre al pubblico, al fine di sperimentare nuovi linguaggi per sensibilizzare il pubblico. Generazione Testimoni si impegna nella trasmissione della memoria dei sopravvissuti ai campi di sterminio, affinché l’espressione "per non dimenticare" non si riduca a una mera formula. La mostra, nata per gli spazi di Palazzo delle Esposizioni dopo l’incontro con Studio Azzurro, si costituiva di più ambienti installativi, al cui centro erano state poste le voci dei Testimoni sopravvissuti accanto alle testimonianze dei più giovani, i "Testimoni dei testimoni".

Gli ambienti realizzati hanno costituito per Studio Azzurro un momento di ulteriore riflessione: come raggiungere la sensibilità delle persone che sarebbero entrate in quello spazio? Come non investirle con la scioccante visione del già conosciuto, con il rischio di assecondare l’assuefazione all’orrore? Come "autenticare" nuovamente quelle immagini, forse mai realmente "guardate" eppure viste molte volte? Nel linguaggio sviluppato da Studio Azzurro, è frequente il ricorso all’asincronia e all’associazione inattesa tra immagine e suono. In questo lavoro, si percepisce la necessità di spingere questa possibilità al limite, fino a rinunciare completamente alla corrispondenza tra sonoro e visivo. La scelta, avvenuta durante il processo di elaborazione dei documenti e di definizione degli ambienti, ha portato ad alcune sperimentazioni sonore e ad altrettante soluzioni visive.

Il documento video si fa carico di più forme di memoria, intrecciandole in un tessuto stratificato, simile a quello con cui si costruisce nella memoria personale: immagini mute che mostrano il punto di non ritorno dell’incontro con la realtà indicibile di ciò che è stato, custodito dalle voci dei testimoni sopravvissuti, tra cui Sami Modiano e Tatiana Bucci, che, insieme ad altri, hanno fisicamente incontrato gli studenti nei Viaggi della Memoria. Essi ci presentano ciò che non abbiamo potuto vedere e che, senza le loro voci spezzate, sarebbe andato perduto. A fare da controcanto, le voci e i volti degli studenti di oggi che dichiarano la loro intenzione di salvarci dalla dimenticanza di quanto accaduto.

Il documento video si apre con un’immagine aerea del complesso di Auschwitz: 3 campi maggiori, 47 sottocampi, per un totale di 40 chilometri quadrati. Una grande macchina, strutturata con diligente e geometrica precisione. Salgono dal silenzio voci acclamanti, con un ritmo uguale a quello di un treno che corre. È il ritmo esaltato di folle esultanti per i discorsi di Hitler e di Mussolini. Siamo sul treno per Auschwitz e, mentre la voce di Hitler che si allontana, entriamo nel campo, dove troviamo le voci dei testimoni sopravvissuti. Frammenti di memoria, dolorosi e insopportabili, emergono dalle immagini insieme ai dati che danno la misura della "macchina da sterminio". Le immagini diventano paradossali diapositive in movimento, difettose nel mostrare quello che non si vorrebbe vedere, fino a soffermarsi su due gemelle e i loro sguardi. I volti dei Testimoni dei testimoni tornano e si soffermano su dettagli più quotidiani, quelli che quasi miracolosamente consentono di approssimarsi, almeno con i sensi dell’immaginazione, alla memoria dell’altro.

 

STUDIO AZZURRO

Nel 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi danno vita a un’esperienza che nel corso degli anni esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche; a loro si aggiunge, dal 1995 al 2011, Stefano Roveda, esperto di sistemi interattivi.

Con la realizzazione di videoambienti come Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) nel 1984, ambienti sensibili come Tavoli (perché queste mani mi toccano) nel 1995, percorsi museali, performance teatrali e film, disegnano un percorso artistico trasversale alle tradizionali discipline e formano un gruppo di lavoro aperto a differenti contributi e importanti collaborazioni con il Gruppo Memphis, con Piero Milesi, Giorgio Barberio Corsetti, Giorgio Battistelli, Moni Ovadia e molti altri.

La ricerca artistica inizialmente si orienta verso la realizzazione di videoambientazioni, in cui viene sperimentata l’integrazione tra immagine elettronica e ambiente fisico, in modo da rendere centrale lo spettatore e i percorsi percettivi in cui è iscritto. Nel 1995 inizia la realizzazione degli ambienti sensibili, ambienti che reagiscono alle sollecitazioni di chi li pratica, e in cui la narrazione deriva dalla presenza delle persone e dai loro gesti. L’interazione coi dispositivi avviene attraverso interfacce naturali innescate dalla gestualità quotidiana: toccare, calpestare, emettere suoni.

Con gli anni Duemila il bisogno di un confronto con il territorio fa orientare la progettazione verso mostre e percorsi museali, offrendo una nuova modalità di fruizione per temi legati alle comunità territoriali e alla valorizzazione della loro memoria, inaugurando la formula dei musei di narrazione che vedono il loro "archetipo" nel Museo audiovisivo della Resistenza del 2000 e successivamente quella dei portatori di storie, una serie di opere a cui appartiene In Principio (e poi) ora ospitata nella collezione dei Musei Vaticani.

Informazioni

Data: Mer 27 Gen 2021

Ingresso : Libero


Luogo:

www.facebook.com/detitalienskekulturinstitut & www.instagram.com/iiccopenaghen

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